Lungo le nostre strade

Pellegrinaggio Madonna Loreto e croce

La statua della Madonna di Loreto e il Crocifisso di San Damiano, che parlò a Francesco di Assisi, sono i due simboli che fin dalla GMG di Buenos Aires del 1987 hanno accompagnato gli italiani ad incontrare i giovani di tutto il mondo.

Da quel lontano 1987 tutte le GMG che si sono alternate a quelle diocesane hanno avuto l’immagine del Crocifisso e quello della Madonna come simboli dei giovani italiani. Da allora in ogni nazione toccata dalla GMG i vescovi locali e i giovani custodiscono questi due simboli in luoghi significativi per la comunità cristiana: chiese, ospedali, luoghi di incontro dei giovani.

Simboli di che cosa? Prima di tutto dei due misteri centrali della nostra fede: il mistero dell’incarnazione e il mistero pasquale. I giovani italiani in ogni luogo hanno portato dunque Gesù, che spogliò se stesso divenendo simile agli uomini nella casa di Nazareth e si umiliò fino alla morte di croce. In questi due misteri di morte e di vita simboleggiati dalle nostre due care immagini desideriamo far sentire a ogni giovane del mondo lo sguardo dolce e misericordioso del crocifisso risorto: «fissatolo lo amò».

Ma le immagini e la loro provenienza ci mostrano che dietro questi due misteri ci stanno due giovani, Maria di Nazareth e Francesco di Assisi.Infatti il “sì” di Maria ha permesso a Dio di legarsi all’umanità indissolubilmente; il “sì” di Francesco ha permesso alla Chiesa di essere riparata con la santità.

Il 29 marzo 2015, giorno della domenica delle Palme, è partito il pellegrinaggio del Crocifisso di San Damiano e della Madonna di Loreto che Papa Francesco ha benedetto durante l’udienza generale del 25 marzo.

Per un anno viaggeranno in tutte le Diocesi italiane per poi essere donati alla Chiesa polacca durante la GMG di Cracovia.

L’intento è quello che siano avvicinati e toccati dai giovani e dagli adulti delle Diocesi italiane, perché la storia di Maria e quella di Francesco, patrono della nazione italiana, possano indicare a ognuno di loro la via che conduce alla felicità e alle nostre Diocesi e parrocchie la via della speranza, della fiducia e della provvidenza che non delude.